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IL CGIE APPROVA A GRANDE MAGGIORANZA l'Ordine del Giorno che chiede le DIMISSIONI DI MANTICA
Inserito il 15 maggio 2009 alle 18:15:00 da webmaster. IT - FIEI

LA PLENARIA del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) SCONFESSA IL SOTTOSEGRETARIO MANTICA E NE CHIEDE LE DIMISSIONI: APPROVATO L'ODG PRESENTATO DA NUMEROSI CONSIGLIERI CON SOLI TRE VOTI CONTRARI SU 90

ROMA aise\Eminotizie - Dopo i duri scontri al vertice di questa tre giorni di Plenaria, il Cgie ha deciso di prendere posizione e, nel corso dell'ultima sessione dei lavori, questa mattina, alla Farnesina, ha sconfessato il sottosegretario agli Affari Esteri, Alfredo Mantica, ed il suo atteggiamento nei confronti delle politiche degli italiani all'estero, sino ad arrivare a chiederne le dimissioni.
È successo con l'approvazione di uno specifico ordine del giorno, che ha raccolto numerose firme tra i consiglieri e che è stato presentato all'assemblea dal segretario generale, Elio Carozza.


Nel testo dell'Odg il Cgie esprime "profonda insoddisfazione per un’impostazione di fondo ispirata ad un senso di fastidio per la realtà degli italiani nel mondo, che si esplicita in insofferenza verso i Comites e il Cgie e nella volontà di tornare ad una situazione antecedente alla grande conquista degli organismi di rappresentanza delle comunità all’estero".

"Per il sen. Alfredo Mantica", ha proseguito Carozza, "la realtà degli italiani all’estero è caratterizzata da assistenzialismo e conservatorismo, con attività che sprecano o mal utilizzano le risorse pubbliche ad essi destinate".
"Il Cgie auspica pertanto un diverso atteggiamento da parte di chi, per lo meno per dovere istituzionale, dovrebbe avere a cuore le sorti dei connazionali all’estero e adoperarsi per affrontare e risolvere i loro veri problemi. Qualora il sottosegretario Mantica", ha concluso Carozza, "dovesse sottrarsi ad un doveroso chiarimento, il Cgie chiede che ne tragga le conseguenze rinunciando alla delega per gli italiani all’estero. A tal fine il Cgie chiede al ministro Frattini di intervenire per favorire questi chiarimenti".
Al testo è stato poi deciso, su proposta del consigliere Giangi Cretti, di aggiungere le affermazioni pronunciate dal sottosegretario Mantica in Senato e a cui l'ordine del giorno si riferisce: si tratta in particolare, ha ricordato Carozza, dell'occasione in cui Mantica ha dichiarato esplicitamente "di essere contrario al Cgie" e del "disappunto" espresso dallo stesso sottosegretario nel non poter dare il proprio appoggio alla mozione del sen. Pedica dell'Italia dei Valori, che, poi respinta dall'Aula, chiedeva la cancellazione "pura e semplice" del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.
"Un esponente del governo, per di più con la delega degli italiani all'estero, deve assumersi la responsabilità di ciò che ha detto in Senato", ha aggiunto Carozza, che, dopo il suo incontro con il ministro degli Affari Esteri, ha tenuto a precisare: "Frattini non la pensa così".
A prendere per primi la parola durante il dibattito sono stati tre dei sei consiglieri che si sono dichiarati contrari e dunque hanno poi votato contro l'approvazione dell'Odg.
Alberto Bertali ha spiegato di non aver firmato il testo da sottoporre al voto della plenara "perché è un attacco personale", in cui "il Cgie si erge a giudice" nei confronti di chi "dissente dalla nostra linea di condotta" e dunque va "mandato via". Dello stesso avvido Learco Saporito, per il quale la "polemica non aiuta" i rapporti tra Cgie e Istituzioni ed inoltre l'odg è "pericoloso" perché "chiude una vicenda che invece deve restare aperta"per giungere a delle soluzioni. Si è detto "d'accordo nella sostanza, ma non nella forma" del'Odg i consigliere Franco Santellocco, secondo il quale l'iniziativa è "irrituale e non rispecchia la maturità di questo Cgie".
Di tutt'altro avviso Gianluigi Ferretti: "quando è troppè, è troppo", ha tuonato. "Nessuno può avere l'arroganza di dire in pubblico cose di questo genere", ha aggiunto riferendosi, ovviamente, alle dichiarazioni del sottosegretario, che con la sua "arroganza" ed il suo "atteggiamento di completa chiusura" non sta affatto portando avanti il lavoro di Tremaglia, rivendicazione questa fatta proprio da Mantica durante la prima giornata di lavori dell'assemblea.
"Allibito" dalla relazione ed ancora più dalla replica del sottosegretario si è detto Carlo Consiglio, il primo a prospettare mercoledì e in presenza del sottosegretario le sue dimissioni. "Non possiamo consentire che a dirigere questo Consiglio ci sia quanlcuno che ci tratta con arroganza, dice certe cose in pubblico" e, ha concluso, "si presenta qui con sciatteria", affrontando argomenti come quello del museo dell'emigrazione, quando i problemi sono "ben altri".
Alla fine il voto. A parte 3 astenuti e 6 contrari, l'assemblea ha approvato a grande maggioranza l'ordine del giorno. Ed ha lanciato così un messaggio forte alle Istituzioni.

(raffaella aronica aise/Eminotizie)
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